Laurentino 2032

Questo racconto è stato scritto in due episodi, nel 1993 e nel 1996, dagli occupanti di l38 squat per il loro periodico…

Il settore L38, era una delle tante zone della città di Roma che era stata abbandonata dal potere al proprio destino, e che per esigenze di controllo era stata circondata completamente da un alto muro.
L’ingresso al settore era del tipo sperimentato a Gaza nel ’93: carte d’identita magnetiche e pistole portatili scanner, di cui erano dotati i Dog-ganieri, degli ipertrofici mercenari armati inna CHUCKNORRISTYLE, addetti alla custodia del muro e dell’area di ingresso.
Superata questa, ci si trovava sorvegliati da un elicottero e dall’antica torre SIP dell’1988, dalla quale potentissimi fasci di luce, illuminavano a giorno anche le zone più nascoste del settore.
L’L38 era abitato più che altro da Punx e alternativi/e, ma anche normali proletari, coatti, e vecchi (una delle poche cose che vantava il settore era quello di essere una zona dove i vecchi riuscivano a superare il limite dei 65 anni, e sfuggire alle bande INPS che agivano impunemente sulla popolazione pensionata).
Agli occhi degli esterni il “Settore L38” si presentava come una enorme distesa di milioni di metri cubi di cemento armato, perennemente unti dalla fitta pioggerella oleosa che ventiquattr’ore al giorno precipitava su di essi e sulla popolazione.Una temperatura costante di circa 30°, conferiva al tutto un alone monocolore e maleodorante, che aveva spinto alcuni cittadini ad indossare maschere anti-gas.
La responsabilità di tutto ciò era delle industrie “BushBurger” & “Klinton~Kola”, la quale produceva una bevanda che della vecchia CocaCola manteneva solo il colore, ma che era molto in voga tra i giovani per i suoi effetti Psicodeprivanti.

PosmoQuel giorno di febbraio Posmo#561 si stava aggirando per i ponti accompagnato dalla sua fida cagnolina Sorciodrome, alla costante ricerca dell’ormai introvabile “tramone”.
Questa era una vecchia sostanza stupefacente, conosciuta solo dai più anziani con il nome di “puzzone”; una micidiale mistura di: cera, valium, lucido per cuoio, solventi chimici ed un 5% di haschisc. Si aggirava, oramai, da varie ore, aveva percorso mezzo settore ed ancora non era riuscito a trovarlo. Ma Posmo #561 non era demoralizzato, certo neanche molto fiducioso, rifletteva nel suo carattere una caratteristica comune a molti abitanti del settore, quella della rassegnazione.
Arrivato al Ponte #5, si avvicinò silenziosamente ad un giovane lì vicino, questi era chino su un piccolo schermo incurante di quello che accadeva nelle vicinanze, come se fosse assorbito completamente nell monitor. J.L.Mtv alzò improvvisamente lo sguardo e chiamo Posmo #561 per metterlo subito al corrente della novità.Il soprannome a J.L. glielo avevano affibbiato i coatti del suo ponte:”dato che giri tutto er giorno co quer coso sotto ar naso Pporco ddio”.
Kay, una loro comune amica, era scomparsa la sera precedente, quando l’ennesima irruzione dei DOGS (Divisione Operativa Ghetti Speciali), un gruppo paramilitare finanziato dal P.D.S.S.S. (Partito Della Sinistra Sorpassata a Sinistra) aveva creato il panico nel settore. l38.

Anche stavolta il motivo della violenta parata dei DOGS era dovuta all’esecuzione dello sgombero di alcuni locali abitati da un collettivo eco-punk per fare spazio all’ennesimo “ristorante Ryiuchi” (dopo aver convertito le usanze alimentari locali al burger-cola consumo era giunto il tempo dell’unificazione al nuovo standard alimentare quello degli zaibatsu: tofu, sushi gamberi fritti e così via), gli “abusivi” così erano citati i membri dell Eco-punk collective sui segnali KEEP OUT affissi dopo lo sgombero, avevano tentato una iniziale resistenza con qualche pistola al plasma di piccola potenza poi vista la malaparata si erano dati/e alla fuga per i passaggi nelle intercapedini e nei solai; dovevano ora riiniziare da capo con qualche altro locale incendiato o semidistrutto e renderlo nuovamente abitabile hackerare tutti i servizi fondamentali e intessere una nuova rete di rapporti sociali e di forza con i “nuovi vicini” probabilmente i pensionati di ponte #7 nord-est

Posmo #561 e J.L.Mtv furono raggiunti da Silv@, la ragazza di Kay, che aveva appena saputo da quelli dello squat di ponte #6 che Kay era introvabile e considerando che passava quasi tutta la giornata insieme a loro questo aveva subito impaurito Silv@ e i suoi due amici.

Chiese subito a Posmo #561 se risultava nel bottino dell’irruzione di DOGS, Posmo si concentrò sull’archivio riservato dei DOGS, di cui conosceva perfettamente l’ubicazione sulla griglia visto che controllava spesso se c’erano ordini di irruzioni del settore o più semplicemente per sapere dove non cercare il suo puzzone quel giorno… questa volta doveva cercare se in qualche rapporto, resoconto o verbale risultasse il codice a barre 87392B 0502198 corrispondente a:

nome		Kay 
cognome		Mancini, 
nata a 		Roma 08-07-2005  
eta' 		27 anni,
sesso 		femmina,
razza 		bianca,
coord.bancarie 	not found
residenza 	official: homeless
		(unofficial settore L38 Via Lanza, 2 ) 
precedenti 	27-02-2027 condanna a 2 anni di lavori 
		socialmente utili perchè colpevole 
			dell'attacco ai laboratori  Philisonic
 			biotechnologies di Roma Nomentano N.E.
 		03-04-2025 imputata e prosciolta per la 	
		distruzione del laboratorio vivisezione di 	
		BioShell di Amsterdam
		15-12-2023 90 giorni di reclusione 		
		nell'impianto di custodia cautelativa di Nuova 		
		Pomezia, per resistenza e oltraggio a p.u.
		01-01-2020 90 giorni di reclusione 	
		nell'impianto di custodia cautelativa di Nuova 	
		Pomezia, per resistenza e oltraggio a p.u.
		.......

per accedere al livello A di Internet Posmo #561 J.L. e la loro crew non si erano dotati di potenti software rompi-ice ne qualcuno di loro era un genio dei sistemi, il caso aveva voluto che Posmo #561 avesse qualche file intrecciato o in conflitto e che con un neanche troppo elevato livello di concentrazione, la sua interfaccia neurale tipo C (il bio-chip innestato dietro l’orecchio che permette di accendere la luce, abbassare il volume o chiamare l’ascensore, pensandolo) si collegasse allo spazio richiesto da Posmo, anche se questo spazio era ad accesso protetto tipo DOGS, quando ciò accadeva era facilmente intuibile dalla acuta espressione del volto di Posmo che faceva esclamare ai suoi amici “Posmo sul canale”… uno dei tanti bug di una rete con 7 miliardi di utenti, milioni di “sotto/reti”, l’unica delusione veniva dal fatto che l’accesso era in modalità read only ed ogni volta che Posmo#561 o i suoi amici provavano a manomettere qualcosa l’immagine si sbriciolava per lasciare spazio ad un messaggio dell’Internet Resources Adm. CONNESSION TIMED OUT un bug nel bug.

Posmo #561 scansionò con il suo software di ricerca gli archivi dei DOGS riguardanti la giornata precedente, cerco nel file “nuovi ingressi” del carcere di Nuova Pomezia, provò nel file nuovi ingressi dell’Unità Sanitaria di zona… ma, niente da fare era come cercare un alice nell’oceano, così con gli occhi ridotti ormai a due palle Posmo #561 tentò un ultima carta si collegò al metaengine di ricerca del Ministero dell’Informazione e tento di lanciare la ricerca con nome e foto di Kay, ma come toccò il tasto Search apparve il previsto messaggio… CONNESSION TIMED OUT. Niente da fare la ricerca era stata infruttuosa, almeno per ora.

Anche il tam-tam interno ai gruppi del settore non aveva dato esito… nessuno sapeva che fine avesse fatto Kay, e dire che il settore era costantemente “monitorato” da un bel po’ di soggetti che causa le droghe o la disoccupazione “vigilavano” fino ad ore improbabili della notte, e per questo si scontravano spesso con l’elicottero dei DOGS che gli intimava di recarsi nei propri alloggi fino al mattino successivo, la risposta era solitamente affidata a gesti espliciti o osceni, qualche volta, più raramente l’elicottero si beccava un razzo di segnalazione nella pancia e si rialzava a tutto motore, fra l’esultanza dei “colpevoli”.
Sylv@ si innervosì, sapeva come andavano a finire queste cose, se si perdeva la traccia iniziale si finiva per lasciar perdere, e lei non voleva perdere Kay.

Era notte quando Sylv@, J.L. Mtv e Posmo #561 si trovarono davanti all’ingresso dell’alloggio di Kay, squattato da pochi giorni, un appartamento al 14 piano di una torre di ponte #11, appartenuto fino a qualche giorno prima ad una anziana che vi era morta di morte naturale all’interno subito era scattata la caccia alla casa e Kay che si era stufata dell’alloggio-comune dello squatt di ponte #6, si era piazzata dentro l’appartamento della vecchia con ancora il cadavere dentro e la puzza, aveva raccontato Kay, era insopportabile, ma era l’unico modo per ottenere un alloggio proprio.
Nessuno dei tre, neanche Sylv@, era ancora entrato nella nuova casa di Kay e stavano decidendo come sfondare la porta, Posmo #561 e Sylv@ insistettero e iniziarono a lavorare la serratura elettronica con un impianto portatile coreano, che J.L.Mtv detestava per la bassa qualità della fattura, dopo i primi tre minuti schernì i due indaffarati sulla tastiera del portatile con la classica frase…” ‘i scassinatori…” poi prese un paio di metri di rincorsa e mollo un calcio terrificante alla porta sul lato dei cardini. Dato il marcio che da anni pervadeva le strutture del settore, la pioggia non l’aveva affatto aiutato, la porta si aprì ed anche un bel pezzo di parete. All’interno Kay aveva già arredato le pareti ancora ricoperte con la carta da parati vittoriana dell’anziana con i suoi ideogrammi cinesi colorati, strisce verticali di tre o quattro ideogrammi blu in campo arancio con bordi bianchi inneggianti ai gruppi anarcollective di Shangai, e di Beijing. La prima stanza non mostrava alcun segno particolare e neanche quella che doveva essere stata la cucina, andarono così nella stanza dove dormiva Kay, del lettone a catafalco della vecchia era rimasto solo il materasso a terra, il catafalco l’aveva buttato giù dal terrazzo del 14° piano Kay assieme ad un suo amico in una notte alcoolica, avevano centrato in pieno la mobile di Tristani uno degli spacciatori dello stablie che aveva minacciato di morte un po’ tutti gli abitanti della scala, mai avrebbe immaginato il coatto che ad atomizzargli la BMW~mobile era stata una ragazza bionda alta quasi un metro e sessanta. Che lui invece continuava ad adocchiare col suo viscido atteggiarsi.

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