Se domani è il giorno x

di Anonima

Ciao, ti scrivo perche mancano poche ore al giorno x e io di dormire non ce la faccio.
Ho già tutto nel borsone, ciò che potrebbe servirmi domani.
Ho il turno di notte ma è tranquillo, sono le 3 e mi sembra già mattino.
Nessuna stanchezza, sarà l’adrenalina. Forse farei bene a dormire, tu stai dormendo?
Uno dovrebbe in questi casi, visto che tanto di dormire non c’è speranza, concentrarsi sul presente ma io stanotte non riesco a fermare la mente che pesca nei ricordi: sono emozionata.
Per questo ti scrivo amico, perché stanotte vorrei parlare di Venaus, ricordare con qualcuno ciò che accade in quei giorni e in quelle ore.
Se anche tu non dormi lo leggerai, altrimenti ne parliamo poi, se ci verrà in mente, perché forse avremo qualcosa di nuovo di cui parlare. Ma sarebbe importante farlo, lasciamelo dire, perché i ricordi sono impronte che abbiamo ed è meglio ripassarle ogni tanto se noi poi si cancellano.
Io nel 2005 ero una ragazzina, praticamente a digiuno della politica. Sapevo poco, avevo una vaga idea che ci fosse una parte giusta da cui stare e sentivo la voglia di immaginarmi un mondo diverso. Detta così sembra parecchio ingenua come cosa, ma forse lo ero…lo siamo stati tutti, o no?
Mai prima di allora, comunque, avrei pensato di poter scegliere una strada netta come quella che sto percorrendo oggi: il conflitto, la lotta, il collettivo, la valle…Perché netta, più che altro, è la scelta che fai…vabbè, tu lo sai.
Questo te lo scrivo perché quando salii in valle la prima volta, ascoltami dai, non avevo capito che cosa mi sarei trovata di fronte.
Ricordo ancora l’odore acro della legna che bruciava per scaldare i presidianti di Venaus, ricordo le corse su per il Seghino circondata da persone che non avevo mai visto prima, ma che tendevano la mano per non farmi cadere.
Ricordo la mia prima manganellata da parte della polizia, dolorosa un po’, ma soprattutto offensiva e arrogante.
Ricordo la forza che mi sentivo addosso nei minuti dello sgombero: eravamo poche decine, ma mi sembrava fossimo in migliaia e non avevo paura, zero assoluto.
Il tempo era sospeso.
Ricordo le emozioni, amplificate al massimo, perché il mondo che avevo sempre conosciuto sembrava fosse finito su un altro pianeta: c’erano solo il battito del mio cuore, le montagne, la neve e file di celerini che riempivano lo spazio visivo. Erano nervosi e la ruspa aveva ci aveva appena buttato addosso l’enorme barricata.
Da allora mi sembra passata una vita, ma saranno 6 anni o qualcosa del genere…quanti sono?
Molte persone che nel 2005 combatterono quella battaglia sono ancora qui a presidiare la Libera Repubblica della Maddalena.
Altre non ci sono più: alcuni per scelta, altri perché la vita ha deciso fosse così.
Se è vero che mancano poche ora al giorno x.
Pare manchino poche ore al giorno x.
Non vedo l’ora.
Ce la faremo alla fine di tutto, perchè questa battaglia non la possiamo perdere. Così non sembra una grande verità, ma lo sai che è vero. A volte devi vincere punto e basta.
Ci vediamo domani, se riesci tu riposa che io ora mi fumo una sigaretta e vediamo un po’ se mi viene sonno.
A tra poco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...