Letto singolo

E’ tutto quello che mi disse Marta, a cui chiesi l’anno scorso se potevo raccontare la sua storia, ma era troppo rischioso , ora lei è andata a vivere in Australia e mi ha detto di esser felice e che questo è il momento giusto per pubblicarla. Prendetevi dieci minuti o anche meno.

Condividiamo 13 mq e un bagno, era l’unica stanza singola a disposizione quando è toccata a me averne una, dopo che per far valere i miei diritti ho dovuto scrivere un paio di lettere , subire contestazioni e violazioni di privacy. Sono un tipo nervoso a tratti nevrotico anche se passo per una docile donzelletta carina nei modi e abbastanza distratta. In realtà tendo a non farmi sfuggire niente, non parliamo di occasioni, parlo di attenzione, una costante vigilanza verso l’imprevisto e l’imprevedibile, verso ciò che può nuocere.

Ho 25 anni chiaramente non ho un fondo pensionistico né una genialità pionieristica o un’eredità nascosta. I miei cassetti sono pieni di ansia, oltre che di calzini rubacchiati qua e là e reggiseni imbottiti, per tutto ciò che non posso permettere che accada.

E allora mi carico; mi sovraccarico di tensione accumulata e non degradabile così un giorno quando avevo 16 anni per nessuna ragione pensabile la mia mano cominciò a muoversi sola, aveva deciso di percorrere la sua strada, finalmente libera da volontà su richiesta, si muoveva anarchica e bizzarra poi alt, dopo un andirivieni di visite specialistiche e domande magistrali da neurologi strapagati, ha deciso che era tempo di tornare ad essere anonima, come sempre e come prima.

E allora mi appesantisco, e non come prendere 7 kg in un anno da quando mi sono trasferita a Torino, intendo che si diventa noiosi , davanti e con la gente non si ha poi così voglia di ridere e scherzare , di conoscere gente nuova , fare amicizia all’università e così dicendo; no grazie resto a casa, ho sonno ci vediamo un’altra volta, si magari per un caffè , dieci minuti in cui puoi fingere di star davvero bene , in fondo passano in fretta dieci minuti, non come la durata di una cena dove pensi che si parli del niente e si rida di tutto , lì sei una pesantona del cazzo che ne ha da dire su tutto se ha voglia, altrimenti mangia e basta o annuisce e ridacchia , che poi a ballare andateci voi e raccontatemelo domani quando la mia storia mi renderà vecchia prima del tempo e prima delle sigarette o della cellulite; non si può mica rompere i coglioni alla gente che ti chiede come stai? Che in fondo sarebbe come chiedere mi passi il sale? Non puoi mica davvero prendere sul serio la domanda e provare a rispondere , come quando spacchi le palle a te stessa quando sei sola a casa e giù con lo streaming che sembra più consolante di chiunque abbia una sensibilità al di sopra di un piatto di plastica. E no che non sono una snob, sono una che per intenderci si gratta le croste sul cuoio capelluto e non riesce a smettere di far cader giù la forfora dai capelli quando si perde a non far niente, che poi i capelli non me li taglio da 4 anni per pigrizia , e poi ce li ho ricci, i cinesi non te li sanno mica tagliare i capelli come i miei!

E allora dico a chi divide il letto con me, un letto singolo comprato con i soldi dei contribuenti, di fare attenzione, di non uscire spesso fuori dalla stanza, di cercare di non parlare troppo con gli altri negli spazi comuni, dico di mettere una firma per tutelarci, le ho fatto anche leggere il regolamento interno così da anticipare mosse e controlli senza preavviso, le dico che dovremmo tenere più in ordine perché lo spazio è poco,e di cose ne abbiamo da vendere, che poi lei ha una passione per i vestiti, cioè può sembrare strano una che non può permettersi una stanza in affitto si compra vestiti in continuazione, ma in realtà si guadagna dei soldi facendo la cameriera qua e là, che poi certo è stata fortunata il pub è proprio sotto casa , quando si finisce alle 5 di notte di un rigido inverno, fa comodo abitar vicini. Ma niente ormai le regole le norme come c’è scritto su quel libricino che mi hanno dato appena sono arrivata le conosciamo bene, ma non è mica servito ad un granchè, ormai i miei precedenti di scassa palle ce li avevo, che mica sono una che si sta zitta, io la volevo la mia singola così me la son presa, ma poi passano i controlli senza avvertimento e certo oltre ad essere una scassamaroni sei anche piuttosto disordinata tu e la tua coinquilina, quindi niente da fare passano da te come da tutti gli altri e “tacchete”, cioè non proprio come a tutti gli altri, perché solo a te è arrivata una lettera di contestazione; che poi sapete questi qui, suddetti soggetti che amministrano mica spendono tempo al telefono o ti concedono dieci minuti per spiegare come vanno le cose per avere un confronto, no dicevo suddetti quelli li, gli amministratori, scrivono certe lettere, lettere di un certo calibro, lettere che ti recapitano, seh mica loro personalmente, altri che lavorano sotto di loro, receptionist o moderni falchi ammaestrati, che poi loro che c’entrano fanno solo il loro lavoro, ma quei suddetti lì, si credono forse poeti ?!o romanticoni, che insomma se la dignità non la conservano per loro almeno per il mezzo che usano dovrebbero mantenerla. Vabbè insomma mi arrivano ‘ste lettere , gentile studentessa, che poi che ne sanno che son gentile?!, firmato dottoressa tizia e caia, che poi ci sono anche dottori e dottoresse, mica solo facchini e portinai, no illustrissimi dottori , che poi a me un malore verrà di sicuro se ne ricevo ancora di queste “scrivezze”. E giù di regole, insomma a riassumerla faceva più o meno così, facendo riferimento alla regola tot numero qualunque pagina qualsiasi del libricino nero consegnatole, risulta dalla nostra visita a vossignoria, che le sue stanze principessina di stocazzo erano zozze , luride “schiferrime”. E credete che sia facile incassare una lettera del genere , ah dimenticavo entro 5 gg tu puoi restituirgli le tue controdeduzioni, e questa parola non l’ho mica messa qui per farvi credere nelle mie capacità di scrittura, no no le chiamano proprio così quelli lì. E allora mentre pensi di continuo che i soldi della borsa di studio stanno finendo, mentre lavori part-time in un call center che si occupa di sondaggi per la Coop, e certo si vien da ridere proprio la Coop , che poi una delle ultime domande del sondaggio che propiniamo mentre chiamiamo a chiunque abbia un numero di telefono fisso è proprio “ma lei va solo a farci la spesa o condivide qualche valore e ideale essendo la Coop una cooperativa che si occupa di tematiche sociali?” e certo grosse risate ,che mentre hai da preparare esami e pensare che dovrai spendere un anno del tuo tempo in un tirocinio formativo di 1000 ore senza retribuzione,e si anche qui vien da ridere, retribuzione!, per poi iscriverti ad un albo professionale, wow una professione, l’ottava meraviglia se solo mi ricordassi anche solo le altre, e mentre tuo padre fa l’artista e ha 53 anni e a volte i soldi per le sigarette non li ha, certo uno dice non fumare, i soldi per i suoi sogni non li ha e dunque ora cosa vien da dire?, ma continua a pensare che non si arrenderà in quel paesino, con cui lotta da 30 anni per la sua piccola attività commerciale, che poi più che altro è un chiosco , è il suo chiosco, che non è mica come andare a fare il muratore sotto le grinfie di un altro e tornare a casa depersonalizzato , che poi ci rimane male quando andiamo a fare le cameriere e “vedrete come sarà pulire i cessi degli altri”,e in fondo l’abbiamo saputo tutte noi, non noi genere femminile dell’universo, noi sue figlie, tre quadri imprecisi e unici che rendono più di qualsiasi vendita all’incanto solo per il fatto di continuare ad esistere. Perchè certo una ragazza di nostra conoscenza si è suicidata da poco, e quindi sdrammatizzando l’impossibile, lui dice non è mica tempo per funerali, ma sapete quanto costa avere una bara di questi tempi? Dio o chi per lui ce ne scampi. Ma io so che ci avrà pensato anche lui come tutti noi, al concetto di mettere una fine a questo punto che stenta sempre a decollare, ma certo quella li si è buttata da un palazzo , il volo l ha preso, e le sue ragioni le avrà avute.

E dunque ricapitolando, che poi perdo sempre il punto, esami tirocinio call-center padre inoccupato borsa di studio kg di troppo , il tuo nuovo ragazzo che già ad ammetterlo ad alta voce che ho una relazione ci ho messo un anno e mezzo, perché non è mica come il mio ex , questo è gentile dolce premuroso, oh cavolo questo si interessa davvero a quello che faccio e a quello che dico , non ha mica paura di esprimere i suoi sentimenti questo sventurato, mica come quell’altro che poverello si faceva, e io che a 19 anni ma che vuoi che ne sapevo di come si fuma l’eroina, le ho sapute presto tutte, quello stronzo che era bello come il sole, sociopatico come la sua “robba” una famiglia che li voleva bene, certo un padre un po’ pressante, ma in fondo ricette per essere perfetti non ce ne sono mica su internet, e allora mi ha preso tutto quello lì, o meglio tutto quello che gli ho dato, certo di mia volontà, un po’ stupidella ovvio, ma ero cotta, proprio come quando il giorno della mia laurea gli ho detto ei non fare tardi mettiti la sveglia che poi ci saranno anche i miei , e infatti la discussione se l’è persa ma chi se ne importa, mi preoccupava di più l’idea che mia madre, che di certo ne ha viste anche lei di cose, se ne accorgesse e infatti poco ci mancava, ma è una persona discreta , quindi alla fine al ristorante ci siamo andati tutti felici e contenti, che poi mio padre portò anche una bottiglia di Ferrari, una bella grande, che lui ci crede davvero nella laurea, quell’orgoglio per lui ha davvero un senso e noi a volte proviamo a spiegarglielo che “oggi papà non ti fare poi tante aspettative, che non è mica facile” e forse glielo abbiamo fatto capire davvero, la sua dose di disillusione si è mescolata alla nostra,e vuoi che mia madre, milanese di origine trapiantata al Sud, non è che se la cava poi tanto con le pietanze, quindi fa quello che può in cucina e certo gli ultimi natali e gli ultimi capodanni che gran magnata, lei ce la mette tutta a far quadrare i conti, perché altrimenti come le mantieni 3 figlie all’università se tuo marito non ha un lavoro inquadrabile in un contratto e quindi giù giù più che mai di sacrifici, che parliamoci chiaro se non avessimo queste borse di studio queste residenze universitarie, chi si spostava per studiare, e certo non fate i gradassi andiamo già a lavorare, ma pagare un affitto pagare le spese pagare le tasse e studiare, non è compito facile, ma poi la voglia quella di andare avanti arriva inaspettatamente quando tua nonna quasi lo avvertisse a 10000 km di distanza dice che ti ha messo 50 euro sul postepay, che ha anche imparato a fare la ricarica da sola, che tristemente deve nasconderlo agli altri figli quelli che sono diventati imprenditori e si sono fatti delle belle villette in quartieri residenziali dai nomi delle vie improponibili, e si sono dimenticati che invece lei che li ha cresciuti è la stessa di sempre e se ne fotte altamente se questi nuovi baroni e reginette dall’alto delle loro ville, che però poi vivono in tavernetta perché il resto della casa si sporca, fanno pesare ad una donna che ha detto col cazzo che muoio di cancro proprio a 70 anni ora che vado a ballare e a giocare a carte al mio circolo , perché lei la sua vanità e il suo orgoglio ce li ha scolpiti sulla pelle, e ogni tanto ti chiede bè ma secondo voi non mi si è rattrappita un po’ la pelle?, e certo rattrappita lei non sa cosa vuol dire, perché sa solo leggere e scrivere e lei che il suo sostegno te lo regala quando è di aria e balla sul suo passato raccontandoti qualche aneddoto, dice “scrivetela sul vostro vocabolario questa storia”, e guai a chi si permette di disilluderla, a morte gli arroganti e i presuntuosi, quella è casa sua e decide lei, che il caffè quello buono ce lo faceva assaggiare di nascosto quando eravam piccine.

E quindi di nuovo ho dimenticato il punto, allora università , tirocinio, call-center, lo spleen, mio padre,mia nonna, il mio ex, il mio nuovo cavaliere,mia madre, i soldi, decidete voi l’ordine di questa storia, che poi è la mia, ma tanto chi se ne importa?, avevo comunque le mie controdeduzioni da portare agli amministratori, che hanno rifiutato un invito da parte mia a presentarsi nelle mie stanze , ho deciso dunque di mantenere una linea placida, cioè non che abbia avuto troppe scelte, ne avevo solo due , continuare a far valere i miei diritti o evitare che continuassero a scassarmi i coglioni quindi pagare la multa e tenere la voce bassa perché la mia coinquilina non è che ha proprio un permesso per star li, quindi c’è da tutelarsi quando non hai la possibilità, devi decidere qual è la priorità, farne una questione morale e di principio o difendere e proteggere chi hai accanto quindi affanculo i diritti, devi star zitta, che poi quel silenzio mi è costato 10 euro di multa e tutta la mia indignazione perché avevano vinto loro ma la mia causa è solo mia, il mio ospite vale di più dei loro soldi,delle loro scrivanie, di più di queste norme di queste regole di questi libricini di queste lettere, di questa città, che si fa presto ad arrendersi. Perchè lei ci ha provato a trovare una sua strada, dopo 10 anni in un’altra città a metter cicchetti in una piazza di fattoni , dove hanno anche tentato una rapina e quindi se l’è vista brutta, lei laureata certo con un po’ di ritardo perché lavorava li, non era mica come i suoi compagni di corso che “mamma mi ha comprato una reflex per il compleanno”, si è presa il suo tempo mentre perdeva il suo entusiasmo e la sua lucidità, perché intanto il giro è quello, si lavora spesso ci si trova a bere in piazza e i discorsi stanno a zero e l’intraprendenza di cambiare non è che la trovi spesso dietro un bancone circondato dal niente, che poi quello stronzo del suo titolare ancora glielo deve dare il tfr e intanto è passato più di un anno e con quei soldi almeno un affitto potrebbe permetterselo, invece lei aspetta e il più delle volte aspetta a casa perché ora ci sono questi siti pieni di annunci, per lo più farlocchi, ma insomma ci è già andata alle agenzie interinali e sai che fila, ma fa niente ti vesti carina e ci vai, che poi ti fanno compilare un modulo e torni a casa, e aspetti che il telefono squilli o arrivi quella mail che il più delle volte è spam perché hai risposto a così tanti annunci che i tuoi dati sono dappertutto quindi la tua mail il tuo nome il tuo cognome lo sanno già, ma seh mica li leggono i curriculum, che dici?, lo so che sai di quel tuo amico che lavora lì che ti ha detto che li arrivano così tante mail tutti i giorni con autocandidature che non fanno tempo ad aprire che sono già belle e riciclate nel cestino, che bene o male non si differenzia più, ora non sei più neolaureato quindi lo stage tu non lo puoi mica fare, che poi quando l’hanno presa prendeva 300 euro al mese full time che è solo un bel modo per dire 8 fottutissime ore e che nel frattempo lavorava anche al pub quindi facendo due conti staccava alle cinque e riattaccava alle 8 in tutt’altra parte di Torino quindi due ore di sonno 8 ore di lavoro un ora di pausa pranzo, che poi un mese fa l’hanno convocata e le hanno detto che non c’è possibilità di inserimento perché pensavano servisse la sua figura ma in realtà lì da loro c’è anche Franco che è in stage e lui aspetta da un anno che si alzi lo stipendio quindi ora è il suo turno, e certo che colpa ne ha lui, menomale per lui anzi, però quegli stronzi hanno di nuovo messo l’annuncio che cercano un’altra stagista e quindi oggi che è giorno di votazioni io dico cristo santo!

Che poi per scriverle quelle controdeduzioni, ci ho messo un po’, anzi la versione originale è scesa veloce arrabbiata lineare spregiudicata, sono stati i diversi tagli che vi ho fatto dopo che mi hanno portato via parecchio tempo, che poi ho chiesto qualche opinione a chi sapeva della mia situazione e in effetti si non aveva senso, dovevo stare troppo attenta non si può mica rischiare solo perché la tua lettera è come un raggio missile. Appena finisci di scriverla si ritorna alla realtà, menomale che ci sono quei due poverelli su cui puoi contare che ti ricordano che non sei ufo robot e che non hai alcun cazzo di potere e tantomeno lei è la donna invisibile, si accorgeranno prima o poi di noi meglio esser cauti quindi ok si pagherò bla bla bla dottori e dottoresse. Ma ecco a voi parte dell’originale, certo non che io sia Kafka però mi piace l’idea che un chicchessia di voi possa leggerla, ammettendo che sia arrivato fino a questo punto della storia, perché in effetti magari anch’io a quest’ora mi starei scaccolando, machissene ecco qui la mia firma.

“Dunque domani mi alzerò e continuerò la mia vita uscendo da questa stanza davvero troppo sporca di parole e intenzioni, e davvero troppo stanca per guardare.

Così io termino qui, con la pulizia delle mie intenzioni che manterrò nel mio privato perchè non c’è spazio per condividerla con questo pubblico.”

Ma non cambia niente,non cambierà niente; molto probabilmente invece qualcuno di voi penserà a quanto sono banali queste frasi perché in realtà io sono ancora qui a nascondere le mie frustrazioni, lei non ha ancora trovato il suo lavoro,quello che permetterà di spingerla fuori dal letto, bella com’è a ridere della sua ritrovata autostima, delle sue stupide soddisfazioni, della fame che le è tornata, magari in una ricercata pausa pranzo, e sarà bello rientrare in una casa, qualcosa di tuo qualcosa da dividere dove puoi essere ciò che sei e non piangere di nascosto quando non c’è nessuno, e mio padre ancora la cerca la sua terra promessa ma nel frattempo i soldi ancora non li ha trovati, che certo non piovono dal cielo, ma lui è una stella e saremmo accecati un giorno dalle nostre avarizie quando ci accorgeremo che sarà troppo tardi per salvare anche lui che voleva solo portare in giro la sua arte, e anche mia nonna è ancora lì a combattere il tuo tumore, oltre che la facilità del giudizio, e non è neanche cambiato il mio lavoro, sempre i soliti sondaggi, così se ci penso a fondo qualcosa è cambiato ora che sto scrivendo tutto questo, perché è difficile riuscire a raccontare quanta paura si ha, tutta la diffidenza del vicino, magari non ce la farà nessuno di noi, mi piace pensare come in quei film francesi che sono troppo banali per sembrarti stupidi, che la nostra rabbia sapremo indirizzarla, che quando ci sentiremo troppo spenti per inventare il modo per salvarci, ci aiuterà a lavarci i denti per mostrare i nostri ultimi sorrisi, o a comprare un nuovo shampoo così smetterò di grattarmi, magari avremo un letto più grande, uno matrimoniale dove dormire più comodi senza la paura che ci accompagna di notte per quell’eventualità x, che ci rende umanoidi impazziti e stanchi, davvero troppo stanchi per ricordarci qual è il senso o trovarne uno nuovo.

Disa

lacasaeundiritto

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