Sgomberi di splendori

Visioni fantascientifiche di reali tremendi presenti

La Corporation Bank aveva stabilito lo sgombero e la bonifica del quartiere povero di Bordewijk lo stesso giorno in cui i Ribelli avevano manifestato per la prima volta in piazza. Il progetto di bonifica prevedeva la costruzione di un centro commerciale. La Corporation aveva già mandato degli ingegneri a fare sopralluoghi a Bordewjik. Il progetto, chiamato “Save Bordewjik”, venne ovviamente approvato all’unanimità. Quando la notizia venne resa nota quasi tutta la popolazione dunque la prese in modo positivo, fatta eccezione per gli abitanti di Bordewjik e per i Ribelli, consapevoli e più difficilmente influenzabili. Le rivolte iniziarono ad essere una situazione giornaliera e le temperature della città si alzarono vertiginosamente.

*

A Bordewjik c’erano i bambini a giocare nei canali con l’acqua più bassa, in compagnia di ratti enormi, centinaia di preservativi usati, spazzatura assortita e alghe colorate. C’erano le donne che vendevano fiori e gli uomini ubriachi che traballavano lungo le strade. C’erano le famiglie, tutte con lo stesso volto asciutto e le ossa delle scapole in bella vista. C’erano gli anziani smunti e felici a giocare a carte davanti alle case e ai negozi. C’erano i panni stesi, da un balcone all’altro, c’erano le urla, i pianti e le canzoni. C’erano donne morte di parto ogni giorno e cesarei freschi in giro fra il pesce esposto. C’erano ladri e mendicanti, c’erano farabutti, santi e profeti. C’era il sacro e il profano e c’era il kebab a pochi euro e la sarta che fa l’orlo gratis. C’era il baratto, c’era la povertà. C’era la paura e c’erano le accoltellate. C’erano giorni tristissimi e feste prolungate. C’era il rap dei quindicenni, c’era il valzer dei dongiovanni, c’era il flauto dei maghi e la sirena della polizia militare a scandire le ore, come un pendolo. C’erano risate senza denti e bambini eroi che salvavano gatti randagi dalla morte nei canali. C’erano pantegane grandi come cani e case piccole come ripostigli. C’era tutto questo a Bordewjik. C’era la verità e i rappresentanti della Corporation volevano sbarazzarsene.

*

Eravamo vicini alla gente di Bordewjik il giorno dello sgombero. Gli abitanti del quartiere decisero di provare a resistere e durante la notte costruirono alte barricate con mezzi di fortuna alle porte del quartiere. Noi eravamo arrivati alle prime luci dell’alba. Vidi gli occhi dei ragazzi che chiedevano pietà alle madri che mettevano loro caschi in testa e occhiali da sole senza marca. Vidi le vecchie e i vecchi issarsi sui loro treppiedi e sui loro bastoni, spingersi verso il punto più alto delle barricate per posare il loro contributo di compensato leggero sopra alle barriere di reti di letti, materassi, fango e mattoni. Vidi le madri, preoccupate e agguerrite, aspettare l’arrivo della polizia militare. Vidi i padri, non piegarsi sotto l’inevitabilità della fatica, portare pesi inverosimili sulla schiena. Vidi la determinazione e l’amore. Vidi un’anziana stringere il suo gatto al petto. Vidi mobili spostati all’esterno delle case per costruire le barricate. Vidi un intero quartiere mobilitarsi per lottare. Gli uomini della polizia militare della Corporation arrivarono quando il mio orologio a cipolla da taschino suonava le otto del mattino. Erano in tanti e dietro di loro li seguiva una ruspa. Le barricate venivano portate via dalla pala elettrica. La gente scappava sotto i colpi dei manganelli e le fredde frustate delle pistole laser. La dignità era divelta come un tetto. Gli abitanti cadevano uno dopo l’altro come soldati in guerra. Cadeva l’anziana con il gatto in braccio. Cadevano i padri e le madri. Cadevano i bambini. Cadevano le speranze. Saliva la rabbia come, dal cemento sale l’acqua evaporata nelle giornate roventi.

 

“Il crollar dei monti è poca cosa

per chi vive nella fortezza.

Ma allerta, allerta, se la fortezza sul monte stesso

si erge, allora lì ciascun despota, la sua vita dovrà salutar.

Voi siete i monti e l’uragano, non perdete mai la direzione.”

 Stephania Giacobone

ANTI-SFRATTO

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