Due litri e ottantotto

distributoreNever mind, Never mind,
fottitene corri e vai,
che a questa gente cambia niente se tu non ci stai.
Never mind, Never mind,
fottitene e vai,
che tanto non importa quanto lotterai.

(Mezzosangue – Nevermind)

Il distributore più coveniente è sempre stato quello di corso Vittorio. Me lo aveva fatto conoscere Andrea qualche anno fa, quando mettere benzina nella macchina comiciava ad essere uno sforzo. Anche per noi, che nella vita avevamo poco da faticare.

Quell’estate le nostre sere erano tutte uguali. Appuntamento in piazza, carico di Moretti in vineria e poi di nuovo in piazza a fumarsi un paio di bombe. Due tiri a calcio, finchè non ci si stancava, l’ultimo giro di stronzate e poi a casa. I più intrepidi raggiungevano i Murazzi, la maggior parte passava.

Adesso non è più questione di fare benzina. E’ una corsa contro il tempo per fare in modo che la barretta gialla non incontri quella rossa, altrimenti volano bestemmie. La spia della riserva ormai non si spegne più, ha disimparato.

Il display della verde segna l’importo, il risultato lo conosco. Due litri e ottantotto. E’ diventato un mantra.

Cinque euro di benzina. Col cazzo!

Due litri e ottantotto.

Salgo in auto, l’ipod collegato allo stereo manda un pezzo che non ho mai sentito. Ho 50 GB di musica, ne conoscerò la metà, ma la cosa non mi dispiace, imparo sempre qualcosa di nuovo.

Prendo corso Vittorio per scendere, passo il tribunale e lui mi si para davanti. Inutile tanto quanto grande, alto tanto quanto le mazzette che ne hanno permesso la costruzione. Qualche mese fa gli studenti lo hanno assaltato, è scoppiato un macello.

Lacrimogeni, botte, urla. Sky is the limit!

Ci siamo divertiti.

Ora lo stereo passa del reggae. Un mio amico dice che è terapeutico, e in questo momento credo abbia ragione lui.

Di notte Torino non ti passa mai.

Arrivo a San Salvario. Delle amiche ci hanno invitato a cena, sono un po’ in ritardo. Ci metto quaranta minuti a parcheggiare, cristo! Questi cazzo di dehor…ma quanti locali ci sono?

Un quartiere costruito sugli aperitivi.

Poi gli anziani si lamentano, gli universitari si divertono, i soliti fascisti rondano, il Comune è al servizio dei cittadini e bom. Stop. Si chiude.

Ai Murazzi l’hanno fatto, qui è questione di tempo.

Dopo cena si esce di nuovo tutti, proviamo a raggiungere Vanchiglia.

Cosa c’è stasera? Ah già, reggae. Nono, oggi è elettronica, tipo dubstep.

Ah, figo.

Andiamo in piazza Santa Giulia?

All’una risalgo in auto. Anche stasera ho fatto più tardi di quanto avrei voluto. Dovuto.

Le strade sono umide, si sta alzando un po’ di nebbia, io alzo il volume dello stereo e mi lascio alle spalle porta Palazzo.

“La nostra vita è un po’ come divisa in due

parti distinte della stessa razza umana,

la prima si ritira dalla strada e se ne resta sulle sue

attraversando lo squallore della vita quotidiana.

L’altra parte è un gabbiano fermo sul molo,

niente istinto nè intenzione di prendere il volo;

e la pressione lo schiaccia incollato al suolo,

senza volare nè sognare: due miserie in un corpo solo”

Bypasso piazza Statuto, il grattacielo è ancora lì che mi guarda. Solenne. Goffo.

Corso Francia è l’arteria del mio quartiere, filo liscio sull’asfalto che mi porta in piazza Bernini.

Carlo, il paninaro, è ancora lì. Due chiacchiere col tassista di turno, una battuta fin troppo sagace alla moglie e una rigirata alle salsiccie.

La mia vecchia scuola media è ancora lì, il mio vecchio liceo le fa compagnia. C’è anche la mia vecchia scuola materna.

Manco soltanto io.

E mi mancano sì e no 200 metri al garage, quando la macchina fa uno strano rumore. Gli ultimi sospiri se li lascia scappare su via Medici, poi, esanime, mi abbandona.

Due.

Litri.

E.

Ottantotto.

Corisco

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...