Il giorno delle elezioni ovvero il bunker

Come mi preparo alla giornata delle elezioni? Non tolgo mai le cuffie da cantiere, le esplosioni continue rischiano di bucarti i timpani. Disattivo il condizionatore, il rischio che diffondano tossine nei condotti di aerazione di Nova Taurinia è troppo alto. Le ultime due dita di benzina nello zippo mi ricordano di quando mio padre me lo donò: era il primo giorno della mia prima guerra. Stringendomi forte la destra nella sua, mi disse “Non venderlo mai. Potrebbe essere il tuo unico sostegno.” Scaldo mezza razione di plastofagioli con due cucchiai di olio di ortica. Non mi resta più molto da mangiare. Ho scoperto di avere un paio di costole in più, rispetto alla media. Un fastidioso bruciore agli occhi e ad altri orifizi mi ricorda che sono le 14. Due Dannati Minuti Radioattivi. Devo chiudermi nella vasca, o la mia appendicite peggiorerà, a più tardi.

Devono avere diffuso veleni o droghe nell’aria, non mi sento lucido e sono incazzato come una iena. Ho voglia di infilarmi un coltello nella coscia e di spaccare i pochi mobili che ho, e ovviamente ho un forte impulso a dar fuoco al materasso, pur sapendo che creperei soffocato. Per calmarmi l’unica cosa che posso fare è causarmi un leggero trauma cranico prendendo a testate la maniglia del bunker, oltre che ovviamente bermi un bicchierone di liquore di serpente. Ma questo è niente, robetta a cui ci s’abitua dopo due o tre anni di buia guerra. La sensazione più fastidiosa è che ci sia qualcuno, con me, in questa stanza, che ridacchia dietro le mie spalle, qualcuno di scheletrico ed urendo. Ma porcaccia la madonna, non avevo disattivato i condizionatori? I filtri devono essere troppo sporchi.

Ti ricordi? Amavi stare in giro per giorni, a volte io avevo freddo, o semplicemente finivo le sigarette, e non sopporto l’aria della città, ho bisogno di respirare qualcosa di diverso, ecco perché ti
abbandonavo, per raggiungere il rassicurante pacchetto pieno sul tavolo del salone.

“Non sei avventuroso, non potrà mai funzionare tra noi”. Avventuroso. Chissà cosa diresti adesso, adesso che ho ucciso tre dozzine di persone, adesso che per andare a cagare devo portarmi la sig sauer.
Va sempre così, il giorno in cui si dovrebbe scegliere non si sceglie, e addormentandomi ripenso a te, quella prima volta non ho scelto, ma scelgo sempre te.

Lod

post nucleare

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